Tutti risolti i problemi degli Agenti in Attività Finanziaria con l’avvento del governo Draghi?

Il generale clima di consenso che ha accolto l’avvio del lavoro dell’attuale esecutivo è legato al fatto che da questo governo ci si attende un cambio di passo legato essenzialmente ad una minore conflittualità interna alla compagine governativa , ma anche ad una maggiore competenza tecnica dei ministri responsabili dei vari ministeri con particolare riguardo a quelli economici, MEF in testa.

Già dalla fine del 2018 ed ancora oggi le restrizioni operative dovute alla epidemia da Covid 19 hanno costretto l’AAF ed i suoi collaboratori a modificare radicalmente l’approccio utilizzato per contattare la vecchia e nuova clientela. La ricerca di nuovi canali di contatto insieme all’uso sempre più frequente di liste di nominativi (leads) ha comunque consentito alle reti agenziali di sviluppare sempre di più la vendita dei vari prodotti del credito al consumo, non ultimo dei quali le cessioni del quinto.

I dati del credito al consumo sono infatti in crescita ed in particolare quelli legati alla cqs , mentre quelli legati al credito immobiliare registrano un sensibile calo del prezzo degli immobili che ha portato le rate dei mutui ad essere molto vicine ai canoni di acquisto spingendo il mercato verso una crescita delle compravendite soprattutto nelle grandi città.

Questo quadro generale, in generale positivo è accompagnato da una crescita (secondo i dati forniti dall’Oam) del numero degli agenti in attività finanziaria e dei collaboratori dei mediatori creditizi.

Fin qui il contesto generale sembra prospettare futuri sviluppi positivi per gli operatori del settore, ma ci sono aspetti che a ben vedere contrastano con queste rosee premesse.

Innanzitutto, pur leggendo nei dati Assofin una crescita del settore, verifichiamo che dal punto di vista dell’offerta i competitors che si stanno dividendo il mercato del credito al consumo sono sempre gli stessi senza particolari incrementi in termini di protagonisti. Assistiamo solo a qualche sostituzione con qualcuno che scompare, insieme ad alcune acquisizioni che di fatto riducono le offerte sul mercato.

In questo quadro le figure dell’agente e del collaboratore devono contrastare due elementi che tendono a ridurre le provvigioni che mediamente incassano sulle singole pratiche: il primo dovuto ad una modalità di contatto con il cliente (esclusivamente telefonica) che non gli consente di valorizzare la propria professionalità in quanto la trattativa verte solo sul prezzo senza tener conto degli altri aspetti del rapporto contrattuale. Il secondo (causato dalla scarsezza dell’offerta) che lo costringe ad accettare sempre maggiori limiti provenienti dalle società mandanti.

Il risultato finale di questi elementi che ho descritto è una tensione al ribasso del conto economico di ogni operatore, agente o collaboratore che sia. Tutto ciò non sembra sinora essere stato evidenziato da nessuna associazione di categoria o sindacato per permettere anche alla nostra categoria di godere di ristori adeguati alla crisi economica. auguriamoci che questo governo sappia correggere l’andamento tenuto sinora dai precedenti governi.

Gaetano Burrattini

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