Scenari attuali e prospettive future del mercato dell’intermediazione creditizia

Nell’ambito della sua sezione di ricerche di mercato SimplyBiz ha chiesto agli operatori del mondo del credito di fornire un resoconto della propria attività attuale, evidenziando cosa è andato bene e cosa no, quali sono i prodotti che hanno registrato le migliori performance e quali le peggiori e che tipo di aspettative nutrono per il futuro.

Il campione di riferimento è costituito da 720 rispondenti, di cui l’80% si suddivide tra mediatori creditizi e agenti in attività finanziarie e l’altro 20% tra compagnie di assicurazioni, istituti finanziari e promotori finanziari.

Un primo dato positivo è che la domanda del mercato in termini di richiesta di finanziamenti è leggermente aumentata per la maggior parte del campione analizzato.

 Tabella 1

Ma cerchiamo ora di comprendere nello specifico quali sono i prodotti che hanno registrato le migliori performance e quali le peggiore in questo primo semestre.

Tabella 2

Come si evince dal seguente grafico, i due prodotti che hanno ottenuto i migliori risultati, entrambi con una percentuale del 31%, sono le cessioni del quinto e i mutui. Al terzo posto, con il 15%, troviamo il credito personale, seguito dal credito finalizzato e dal leasing strumentale, con un 4%.

Tabella 3 

Il sondaggio mette anche in evidenza che gli operatori del settore del credito sono moderatamente ottimisti circa le prospettive future: il 46% prevede qualcosa di positivo, a dispetto di un 30% che ritiene che la situazione andrà peggiorando e di un 24% che pensa che resterà stabile.

 Tabella 4

Alla domanda su quale siano gli investimenti più importanti da fare nel prossimo futuro il 33% dei rispondenti ha indicato convenzioni bancarie/finanziarie, il 16% pubblicità e implementazione della struttura commerciale, il 10% implementazione della propria rete. In fondo alla graduatoria si trovano sistemi informatici e dirigenza manageriale, entrambi all’1%.

Tabella 5

Veniamo adesso alle preoccupazioni degli operatori del mercato. Da una rapida lettura del grafico riportato in basso, notiamo che il 23,1% degli intervistati ha come priorità principale quella di sopravvivere, risposta sicuramente emblematica da un punto di vista emotivo e che appare sicuramente indicativa della preoccupazione e del malcontento diffusi.

Al secondo posto, con una percentuale del 18,5%, si richiede una maggiore disponibilità delle banche ad erogare finanziamenti; a seguire una ripresa del mercato con una percentuale del 13% e poi, via via si indicano priorità con percentuali decrescenti. Sollevano qualche perplessità le basse percentuali collegate alle risposte avere maggiore professionalità dei mediatori creditizi e degli agenti attività finanziaria ed eliminare il sommerso. Altro dato fondamentale che emerge dall’incrocio di questi risultati è dato dal fatto che tra quelli che hanno espresso come prima priorità sopravvivere, numerosi hanno indicato come seconda avere maggiore disponibilità dalle banche e come terza una ripresa del mercato. Sicuramente priorità molto condivise: gli intervistati chiedono semplicemente di continuare a svolgere il proprio lavoro sperando in una ripresa del settore, ma con l’aiuto delle banche che devono essere più disponibili ad erogare  credito, lasciando maggiori margini alle reti distributive.

 

Salvatore Infantino

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