Dall’analisi dei dati dell’UIF una guida per gli intermediari bancari, finanziari e assicurativi contro il riciclaggio [1° Parte]

guardia-di-finanzaCari amici,

Con la fine del 2012 si è concluso il primo quinquennio di vita dell’Unità di informazione finanziaria che, a seguito del decreto legislativo n. 231 del 2007, è subentrata all’Ufficio italiano dei cambi nell’attività di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Abbiamo deciso di rivolgere quindi un’attenzione particolare  nel nostro blog alle problematiche relative all’antiriciclaggio che interessano tutte le tipologie di interemediari, dedicando a questo tema tre articoli (il primo è questo),  utilizzando ampiamente, le analisi proposte dall’UIF nel rapporto annuale presentato a maggio del 2013 dopo il primo quinquennio di attività , ed i dati statistici aggiornati al primo semestre del 2013 che , sempre l’UIF ci ha proposto in questi giorni .

L’ Unità di informazione Finanziaria (UIF) è una struttura che opera all’interno della Banca d’Italia.

Ai sensi del d.lgs. 231/2007, l’UIF riceve le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ne effettua l’analisi finanziaria – archiviando quelle ritenute infondate – e le trasmette, accompagnate da una relazione tecnica, al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza (NSPV) e alla Direzione investigativa antimafia (DIA) per gli eventuali approfondimenti investigativi.

L’Unità di informazione finanziaria ha contribuito alla diffusione di una cultura dell’antiriciclaggio, accrescendo, in particolare, la sensibilità degli operatori verso l’adempimento degli obblighi segnaletici. La risposta del sistema è stata positiva, come attesta il sensibile aumento delle segnalazioni di operazioni sospette. Dal 1997, anno di avvio del relativo obbligo, sono pervenute all’Unità circa 250.000 segnalazioni, di cui 189.000 (il 75%) nell’ultimo quinquennio e oltre 67.000 nel solo 2012, con un aumento, rispetto al 2011, di 17.972 unità, pari a un incremento percentuale del 36,6%.

In merito alla distribuzione delle segnalazioni per classi di operatori, le banche e Poste Italiane S.p.A. si confermano le categorie di intermediari che inoltrano la maggior parte delle segnalazioni, oltre il 90%. 

L’incremento è sostanzialmente dovuto al numero di segnalazioni, più che raddoppiate rispetto all’anno precedente, legate al fenomeno, in forte espansione, dell’utilizzo anomalo delle carte di pagamento

È in diminuzione la percentuale di segnalazioni trasmesse dagli intermediari finanziari ex artt. 106 e 107 del Testo Unico Bancario (TUB), pari a circa il 7 % del totale rispetto all’11 % del 2011; mentre costante nel complesso risulta l’incidenza delle segnalazioni trasmesse dalle imprese assicurative e dagli altri segnalanti.

Nel primo semestre del 2013 L’UIF ha registrato un calo dell’8% rispetto al primo semestre del 2012 ; tale calo riflette principalmente la diminuzione delle segnalazioni inviate dalle banche, diminuzione dovuta non tanto ad una minore attenzione al problema delle procedure, ma piuttosto dovuta ad una più efficiente gestione delle segnalazioni da parte di queste ultime.  

La Lombardia si conferma di gran lunga la regione con il maggior numero di segnalazioni trasmesse, che con quello del Lazio e della Campania rappresenta oltre il 40% del totale segnalato. 

La quasi totalità delle segnalazioni ricevute ha riguardato sospetti di antiriciclaggio, mentre quelle di sospetto finanziamento al terrorismo si sono mantenute su numeri molto esigui .

Grafico1 

Nel corso del 2012 si è assistito a un incremento particolarmente significativo delle SOS provenienti da imprese non finanziarie e da professionisti che passano da 492 nel 2011 a 2.370 nel 2012 (grafico 4.6), quasi quintuplicando il loro numero. Questa categoria di segnalanti anche nei primi sei mesi del 2013 ha inviato 1.208 pari al 3,8% del totale.

È presumibile che, come si riscontra anche in altri paesi, la scarsità di segnalazioni vada ricondotta anche alla maggiore personalizzazione del rapporto con il cliente e alla persistenza della cultura legata al segreto professionale. 

I notai si confermano la categoria professionale che ha inviato il maggior numero di segnalazioni (1.876) con un’incidenza rispetto al totale che passa da circa il 40% del 2011 a circa l’80% del 2012 (tavola 4.4). La dinamica di forte crescita riscontrata nel 2012 è quindi principalmente ascrivibile a tale categoria di professionisti.

Nello specifico: per i primi sei mesi del 2013 abbiamo avuto su 3.025,7 milioni di importi segnalati da queste categorie professionali, i notai presenti con 2.630,8 milioni .

Le altre categorie professionali presenti in questa classe sono: i commercialisti, gli avvocati, le società di revisione. 

Le transazioni in contante e i bonifici continuano a essere le forme tecniche di operazioni maggiormente segnalate. In particolare, mentre sostanzialmente costante negli ultimi anni risulta la percentuale delle operazioni in contante, rilevante (circa il 9%) appare l’aumento del numero di operazioni costituite da bonifici nazionali. Risulta in esaurimento l’effetto sui bonifici esteri (tornati ai livelli del 2010) della normativa sullo “scudo fiscale”. Per il 2012 si conferma il trend negativo, in termini percentuali, delle operazioni sospette con money transfer, mentre risultano sostanzialmente invariate le quote riferibili alle altre forme tecniche.

Sotto tale profilo di classificazione, l’UIF ha recentemente svolto approfondimenti sull’utilizzo anomalo di carte di pagamento e dei money transfer, dei trust, dei giochi e delle scommesse, delle operazioni sul mercato mobiliare.

Recentemente si è infatti assistito a un notevole incremento delle segnalazioni che attengono a un utilizzo anomalo delle carte prepagate; ciò sembra essere indicativo di un’attenzione nuova, da parte dell’economia illegale, verso canali e strumenti finanziari alternativi al contante – concepiti per agevolare il pagamento di piccole transazioni commerciali – per realizzare condotte fraudolente o illecite, grazie anche alle carenze che si riscontrano nella loro tracciabilità. In numerose segnalazioni si evidenzia, infatti, un uso delle carte che, per importi e modalità, ne snatura la funzione di strumento di pagamento; il risultato che nella pratica viene conseguito è spesso il trasferimento in contanti di ingenti somme di denaro tra soggetti diversi, oltre i limiti particolarmente stringenti a cui la circolazione di contante è stata recentemente sottoposta.

Si sono colti segnali di anomalia anche nell’utilizzo delle carte di credito emesse da intermediari insediati in paesi esteri. È stato rilevato, infatti, che tali carte vengono talora utilizzate per rilevanti prelevamenti di contante presso sportelli ATM italiani di fondi affluiti, in precedenza, su conti societari di comodo. Il numero significativo delle segnalazioni della specie pervenute sembra testimoniare la considerevole ampiezza del fenomeno, che può essere adeguatamente analizzato solo attraverso una proficua collaborazione con le FIU estere coinvolte nella movimentazione sospetta.

In data 27 febbraio 2012 l’UIF ha pubblicato un comunicato sull’utilizzo anomalo di carte di pagamento per prelevamenti di denaro contante, invitando gli intermediati a prestare la massima attenzione ai prelievi di contante eseguiti mediante carte di pagamento, anche all’estero, e ad adottare idonee procedure di valutazione e di segnalazione dell’eventuale natura sospetta delle operazioni.

Fra i canali frequentemente utilizzati per operazioni sospette rileva quello dei money transfer, dove, accanto a numerose movimentazioni d’importo modesto e con finalità apparentemente lecite (ad es. risparmi di lavoro trasferiti nei paesi di origine da parte di soggetti stranieri operanti in Italia), si riscontrano di frequente movimentazioni sospette per la difficoltà di individuare logiche correlazioni fra origine/destinazione e nazionalità dei mittenti/riceventi o per il fatto di avvenire fra località talmente vicine (talvolta la stessa città) da rendere palesemente antieconomica la scelta di tale canale.

Gaetano Burrattini e Salvatore Infantino

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