Come avviene il riciclaggio di denaro nel settore dei giochi e delle scommesse: l’analisi dell’UIF

Scommesse onlineNel primo intervento che abbiamo pubblicato sul nostro blog www.esameoam.it abbiamo rilevato come nel corso del 2013 le segnalazioni SOS siano leggermente diminuite, ma se guardiamo nel dettaglio, dagli operatori del settore dei giochi e delle scommesse sono giunte nei primi sei mesi del 2013 segnalazioni per importi pari a 5,9 milioni (pochi se paragonati ai 1.748,8  milioni segnalati dall’intera categoria degli operatori non finanziari). Tuttavia questo specifico settore per la particolare pericolosità sociale che presenta, ci sembra meritare una specifica trattazione nell’ambito delle tematiche dell’antiriciclaggio. 

Proprio nei primi mesi del 2013 sono stati ultimati gli approfondimenti condotti dall’UIF, insieme alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sulla base delle segnalazioni di operazioni sospette ricevute su questo settore. Di seguito vi illustriamo i risultati di questa analisi.

Anzitutto va detto che, ai fini di una migliore comprensione dello schema operativo e funzionale di riciclaggio in questo settore, è necessario fare una distinzione tra chi ricicla utilizzando la rete fisica (raccolta di gioco effettuata nei casinò o sale da gioco e raccolta effettuata da parte dei soggetti titolari di concessione rilasciata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli) e chi si serve delle reti on-line.

Con riferimento all’operatività posta in essere da soggetti che si servono di rete fisica, le fattispecie più rilevanti osservate nelle segnalazioni pervenute concernono in prevalenza diverse forme di simulazione di attività di gioco, finalizzate a conferire una provenienza lecita a somme in contanti di origine sconosciuta.

In tale ambito si conferma la prassi di acquistare in contanti fiches delle quali si richiede poi il cambio in assegni senza che sia stata posta in essere alcuna attività di gioco. Un’ulteriore operatività della specie si caratterizza per l’inserimento di denaro contante in slot machines a cui segue la richiesta di restituzione dell’importo caricato nonostante non sia rilevabile un’effettiva partecipazione al gioco (o lo sia soltanto in maniera del tutto marginale rispetto agli importi inseriti). Un nutrito numero di segnalazioni concerne inoltre la prassi del c.d. chip dumping, che consiste nel trasferimento di fiches dal c.d. “dumper” (perdente) al “destinatario” (vincente), accordatisi in precedenza, in modo da perdere e vincere in maniera sistematica nell’attività di gioco che li vede contrapposti come avversari. Nel corso del 2012 sono inoltre pervenute all’UIF numerose segnalazioni concernenti il frequente e ripetuto accredito, su conti intestati a persone fisiche, di somme derivanti da vincite di gioco. La frequenza e la sistematicità che caratterizza tali vincite conferma la vitalità di un mercato secondario degli scontrini vincenti, che i riciclatori acquistano – a prezzo maggiorato – dagli effettivi vincitori al fine di occultare la reale provenienza del denaro.

È significativo constatare come, in taluni casi, le segnalazioni trasmesse da operatori di gioco e intermediari finanziari in relazione ai medesimi soggetti abbiano consentito di qualificare in maniera più accurata l’operatività complessivamente posta in essere: in particolare, l’acquisizione di informazioni relative al profilo economico dei segnalati, titolari di attività commerciali al dettaglio, ha avvalorato il sospetto che l’acquisto di scontrini vincenti potesse essere funzionale al perseguimento di finalità quali la regolarizzazione di redditi non dichiarati provenienti dall’attività imprenditoriale svolta dal segnalato.

Tra le tipologie di operatività più frequentemente segnalate dal settore dei giochi e delle scommesse on-line continua a essere presente l’utilizzo di carte credito, presumibilmente clonate o rubate, per effettuare ricariche di conti di gioco on-line e l’utilizzo di documenti identificativi contraffatti.

Frequenti sono stati i casi di ricorso, da parte degli utenti, a piattaforme informatiche gestite da società straniere non destinatarie di alcuna autorizzazione, spesso con sede legale in nazioni caratterizzate da regimi di fiscalità agevolata. Tali società – a loro volta collegate a società di pagamento altrettanto “opache” – riescono a operare ovunque sia disponibile un collegamento in rete senza essere soggette ad alcuna delle restrizioni previste dalla gran parte delle normative nazionali, rendendosi così potenziale veicolo (consapevole o inconsapevole) di operazioni di riciclaggio internazionale.

In tale contesto particolare rilievo assume l’operatività, riscontrata in talune segnalazioni, caratterizzata dal temporaneo utilizzo fraudolento di identità fittizie, correlata alla possibilità di procedere all’apertura di conti di gioco anche senza la contestuale registrazione dei documenti identificativi (che possono essere inviati nei successivi trenta giorni); l’omesso completamento della procedura di identificazione nei termini previsti comporta la sospensione dell’operatività di gioco e comunque l’impossibilità di riscossione dell’eventuale saldo presente sul conto. Nei casi della specie i segnalati, utilizzando talvolta dati anagrafici di personaggi noti facilmente desumibili da “fonti aperte”, avevano posto in essere, nel citato periodo di trenta giorni, un’attività di gioco configurabile quale “chip dumping” a favore di soggetti loro collegati, e riportato il saldo del conto a valori prossimi allo zero all’avvicinarsi dello scadere dei trenta giorni.

Nell’ambito del tema del gioco merita distinta considerazione quanto emerge dal settore delle scommesse sportive. L’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette della specie ha di recente consentito l’individuazione di uno schema comportamentale caratterizzato dal sistematico ricorso a una serie di scommesse su uno stesso evento a rischiosità media, tali da coprire tutto il possibile ventaglio di probabilità. Tale espediente – assicurando un ammontare “sicuro” di vincite (sia pure, ovviamente, inferiore a quello complessivo delle giocate) – rappresenta uno strumento per il riciclaggio di denaro sporco a un costo rappresentato dalla differenza fra le vincite e gli importi delle “giocate”.

Completeremo la serie dei tre articoli dedicati all’approfondimento di alcune tematiche riguardanti il fenomeno del riciclaggio proponendoVi la prossima volta le osservazioni dell’UIF sugli aspetti delle transazioni finanziarie più immediatamente ricongiungibili ai vari aspetti della criminalità.

Gaetano Burrattini e Salvatore Infantino

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